domenica 7 luglio 2013

La diagnosi di tunnel tarsale che arriva dopo anni di dolori

i presenta come un
dolore sotto la pianta
del piede, oppure al
tallone o sotto le dita,
tanto che generalmente il di-sturbo viene liquidato con le
comuni diagnosi di tallonite,
spina calcaneare, fascite plan-tare o metatarsalgia. Di qui le
cure del caso, plantari, infil-trazioni locali di cortisone, an-tinfiammatori e fisioterapie.
Tutto inutile. La diagnosi cor-retta è ben altra. Si tratta di sin-drome del tunnel tarsale. Pa-rente stretto della più comune
e nota sindrome del tunnel
carpale che colpisce la mano,
il tunnel tarsale è capace di
imitare i sintomi di numerosi
altri disturbi del piede e ritar-dare la corretta diagnosi. Tan-to che questa sindrome fu per
la prima volta diagnosticata e
descritta soltanto nel 1962.
Ancora oggi benché relati-vamente frequente, non viene
prontamente riconosciuta e
viene trattata impropriamen-te. Si ritiene che dalla compar-sa dei sintomi alla diagnosi di
sindrome di tunnel tarsale
passano in media 3,5 anni e
vengono consultati 4,2 spe-cialisti tra ortopedici, fisiatri e
reumatologi.
Il primo segno da ricercare è
il dolore dietro e sotto il mal-leolo mediale. Picchiettando
con un dito o comprimendo
con il pollice questa zona, se si
tratta di sindrome del tunnel
tarsale, compaiono i tipici di-sturbi sotto il tallone e la pian-ta del piede. A volte, nei casi
più severi, chi ne soffre avver-te bruciore e una sensazione
di corrente che parte da dietro
il malleolo e che si irradia alla
pianta del piede e alle dita.
Con il tempo il dolore diventa
invalidante, tanto da penaliz-zare il passo e costringere il pa-ziente a fermarsi, togliere la
scarpa e a massaggiare il pie-de. Infine, i dolori e i bruciori
persistono anche a riposo e
durante la notte. Nei casi di
estrema gravità, perché tra-scurati o non diagnosticati per
tempo, possono comparire
anche disturbi motori delle di-ta e il piede viene avvertito co-me costretto in una morsa e li-mitato nei movimenti.
Tutto ciò a causa di un ner-vo: il nervo tibiale posteriore.
Si tratta di un grosso nervo mi-sto, sensitivo e motorio che
transita dalla gamba al piede,
in uno stretto passaggio che si
trova proprio giusto dietro il
malleolo tibiale (la sporgenza
ossea mediale della caviglia).
Questo passaggio si chiama
tunnel tarsale ed è formato dal
contributo di tibia, calcagno e
astragalo che ne formano la
parete ossea posteriore e
profonda e da una fascia fibro-sa che ne forma il tetto e la par-te più superficiale. In questo
tunnel passano oltre al nervo i
tendini per flettere le dita, una
arteria e due vene. Uno spazio
quindi ristretto e affollato. Di
qui la facilità con cui il nervo
può subire una compressio-ne. Basta infatti che un tendi-ne si infiammi o sviluppi una
cisti, che le vene formino vari-ci o una frattura delle ossa pro-duca callo esuberante o anco-ra che una trauma produca un
ispessimento della fascia fi-brosa superficiale, che lo spa-zio non basta più per tutti gli
elementi anatomici contenu-ti nel tunnel tarsale.
Il nervo essendo la struttura
anatomica più delicata e vul-nerabile, ne fa le spese e inizia
a soffrire per la compressione
che subisce nel suo passaggio
nella caviglia. Tanto basta a
scatenare bruciori, dolori e
formicolii al piede.
* Specialista in Ortopedia
e Traumatologia, Medicin

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