domenica 7 luglio 2013

Glicemia - Carboidrati, dieta, parametri la pasta italiana è promossa

n elemento da cui non si può pre-scindere parlando di alimenta-zione e salute. È l’indice glicemi-co, il parametro che misura la
qualità dei carboidrati. Per la pri-ma volta è stato emesso un docu-mento di consenso su questo fat-tore. È successo a Stresa, nel cor-so di un incontro internazionale
organizzato da Nutrition Foun-dation of Italy e la statunitense
Oldways. Gli studiosi  hanno pas-sato in rassegna le ricerche più
recenti su indice glicemico, cari-co glicemico (parametro che
combina la qualità dei carboi-drati con la quantità presente in
una porzione standard) e rispo-sta glicemica (come alimenta-zione e stile di vita modificano
nel tempo la capacità individua-le di controllare il metabolismo
glucidico).
Esperti di diverse nazioni sono
stati concordi nel ribadire l’im-portanza della qualità dei carboi-drati, misurata tramite l’indice
glicemico. I carboidrati presenti
nei diversi cibi condizionano in
modo diverso la glicemia del do-po pranzo. Sottolineata anche la
correlazione tra diete a basso in-dice glicemico e riduzione del ri-schio sia di diabete di tipo 2, che
di malattia coronarica. Risulta
migliore poi il controllo della gli-cemia nei soggetti già diabetici.
Il Comitato degli specialisti
raccomanda l’inclusione del-l’Indice Glicemico e del Carico
Glicemico nelle linee guida die-tetiche nazionali, così come nel-le tabelle di composizione degli
alimenti. Inoltre invita a consi-derare l’opportunità di segnala-re l’indicazione di “basso indice
glicemico” nelle confezioni degli
alimenti. La valutazione dell’in-dice glicemico completa gli altri
metodi di caratterizzazione degli
alimenti contenenti carboidrati
(come fibre e contenuto di cerea-li grezzi).
Dal summit si è avuto quindi
un contributo per definire sem-pre meglio i criteri di  una dieta
sana. E ricordare che ci sono ali-menti gustosi “amici” del meta-bolismo glucidico come la pasta-sciutta al dente, uno dei piatti ita-liani più noti. Afferma Andrea
Poli, direttore scientifico di Nu-trition Foundation of Italy: «Ali-menti tipici del nostro Paese, a
partire dalla pasta di semola di
grano duro cotta al dente, escono
da questo convegno con un’im-magine salutistica rafforzata. Il
documento permette anche di
valutare con maggior indulgen-za l’uso alimentare dello zucche-ro, a dosi non eccessive e nel con-testo di una dieta variata ed equi-librata. L’indice glicemico del
saccarosio è infatti più favorevo-le di quello di alcuni amidi». Sot-tolinea Walter Willet, responsa-bile del Department of Nutrition,
Harvard School of Public Health
di Boston: «La riduzione di indi-ce glicemico/carico glicemico
dovrebbe diventare una priorità
di sanità pubblica, dato le evi-denze legate al rischio di diabete
di tipo 2 e malattie cardiovasco-lari»

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