domenica 7 luglio 2013

Allergie, respiro allarme otorini per i nasi rifatti

C
leopatra, seducente
regina egiziana, pare
avesse un naso aquili-no e abbastanza gros-so ma, come disse Pascal, “se il
suo naso fosse stato più corto, né
Cesare né Marcantonio si sareb-bero innamorati di lei...”. Il fasci-no, insomma, passa anche per il
naso. Lo pensano sicuramente
quanti, sempre di più, ricorrono
alla chirurgia plastica (rinoplasti-ca) per eliminare gobbetta, im-perfezioni, assottigliare, rimpic-ciolire, il proprio naso. Soprattut-to uomini, secondo la ricerca
Doxopharma. «Nonostante la cri-si, anche in Italia sempre più ma-schi ricorrono alla chirurgia este-tica, sono diventati una compo-nente fondamentale del merca-to», conferma il chirurgo plastico
Egidio Riggio, Istituto Nazionale
Tumori, Milano. L’intervento co-sta dai 4500 agli 8mila euro, a se-conda della struttura in cui viene
fatto. Certo, l’intervento può mi-gliorare l’armonia del viso ma più
che altro si pensa possa eliminare
problemi psicologici d’imbaraz-zo, di autostima che in realtà van-no spesso al di là dell’estetica.
Gli stessi chirurghi plastici av-visano però che si tratta di una
struttura delicata sulla quale è
meglio intervenire il meno possi-bile. «Rimuovendo troppo osso e
cartilagine si rischia di far cedere
punti di appoggio fondamentali
alla corretta respirazione. Inter-venire più volte aumenta il rischio
di asimmetrie, “insellature”, col-lasso delle narici. Asportando
troppa cartilagine alare si rischia
di far crollare la punta», allerta
Mario Dini, chirurgo plastico a Fi-renze e Milano.
Un nuovo allarme, a maggior
ragione, viene dagli otorini con il
100° Congresso Nazionale SIO,
Società Italiana di Otorinolarin-gologia e Chirurgia Cervico-Fac-ciale. «La rinoplastica è come un
vestito su misura, il sarto suggeri-sce ciò che è meglio, il chirurgo
coscienzioso non si spinge molto.
Nella deviazione
del setto spesso
bastano semplici
terapie mediche
Non serve il bisturi
Allergie, respiro
allarme otorini
per i nasi rifatti
L’uomo è il peggiore cliente, non
è mai contento. A volte si sconfina
nel patologico, s’interviene ripe-tutamente anche se non serve…»,
commenta l’otorino Attilio De-naro, direttore presidio ospeda-liero Comiso (RG).
E se dopo la rinoplastica non si
respira bene? «Se prima dell’in-tervento la persona respirava be-ne, non aveva forme allergiche, ri-niti vasomotorie aspecifiche, il
problema è di tipo chirurgico. Se
invece c’è una deviazione del set-to non sempre serve raddrizzare il
setto. L’80% dei problemi si cura
con la terapia medica (farmaci to-pici a basso dosaggio, antistami-nici, irrigazioni nasali). Il 40% dei
nostri nasi ha una rinite allergica
che a volte non è valutata, il 13%
ha una forma di rinite vasomoto-ria, cellulare», conclude Matteo
Gelardi, otorinolaringoiatra, re-sponsabile del Centro Rinologico
del Policlinico universitario di
Bari

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