domenica 19 gennaio 2014

Si fa presto a dire mal di testa L’importanza della diagnosi

S
toici o risoluti nell’affrontare il dolore, tutti
gli italiani almeno una
volta all’anno soffrono
di mal di testa, ma quasi uno su
due non sa se sia cefalea o emicrania. Scarso il ricorso al medico anche per quel 73% che convive con il dolore una o due volte
al mese. È quanto emerge da una
recente indagine Dox
a Marketing Advice per Dompè. Il vero
problema è la diagnosi, che arriva spesso dopo anni, e così, per
non rinunciare alla vita normale,
si ricorre a fai da te, farmaci sintomatici e medicina alternativa.
Le donne, lo dice l’indagine, agiscono subito e ascoltano il medico di famiglia, gli uomini aspettano o usano quel che trovano.
Tutti vogliono che il dolore
passi in fretta. «Negli ultimi anni
non sono arrivate nuove molecole per la profilassi del mal di testa – afferma Gennaro Bussone,
fondatore del centro cefalee dell’Istituto Besta di Milano – per
l’attacco acuto c’è la compressa
sublinguale di ketaprofene sale
di lisina e una serie di device per
la neurostimolazione non in
vasiva, come Cefaly, ultimo sul
mercato, che necessita di studi
su numeri più ampi e che tenta di
sostituire ove possibile la neurostimolazione cerebrale chirurgica. Ma il passo più importante è
arrivare ad una corretta diagnosi».
Fondamentale la storia personale e clinica e per questo si deve
indagare su comparsa dei primi
episodi, durata e stile di vita. Il
mal di testa non è una patologia
facile ma spesso si banalizza, e a
farlo, talvolta, sono gli stessi medici e chi ne soffre. «Per arrivare
ad una diagnosi esatta si deve capire di fronte a che tipo di persona siamo – spiega Bussone – per
questo diamo un diario del mal
di testa sul quale annotare tutto
per sapere se è il caso di prescrivere indagini o limitarsi a una terapia per l’attacco acuto o di profilassi».
Che si tratti di cefalea muscolo-tensiva, emicrania o cefalea a
grappolo, la più temibile, è bene
sapere che non si tratta di malattia d’organo ma di funzione. Esistono più di 150 tipologie diverse ma, a parte le forme secondarie, per le tre grandi famiglie sicuramente si tratta di patologia a
carattere multifattoriale e sociale (ne soffre almeno il 12% della
popolazione, di emicrania il 18-20% tra 25 e 45 anni), con costi di
circa 3.000 euro annui a paziente. Triptani e farmaci neuromodulatori agiscono sull’ipereccitabilità neuronale presente nell’emicranico ristabilendo l’equilibrio tra aminoacidi inibitori ed
eccitatori. È buona regola associare agli antidolorifici, ansiolitici o antidepressivi, terapia cognitiva comportamentale, agopuntura o fitofarmaci. L’importante è farsi visitare in un centro
specializzato. Quando andare?
Se si soffre di mal di testa da sempre, se anche mamma ne soffriva, se una giovane donna accusa
episodi di cefalea, se il dolore è
veramente forte

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