domenica 11 agosto 2013

Quei farmaci anticancro solo per ricchi

D
ue nuovi farmaci on-cologici molecolari a
pagamento per i citta-dini. Un cortocircuito delle
normative europea e italiana
sta producendo una macro-scopica ingiustizia per i malati.
Come rivelato dal sito dell’E-spresso, il Pertuzumab e l’Afli-bercept, il primo usato contro i
carcinomi della mammella, il
secondo per i tumori del colon
retto, in Italia saranno a carico
dei pazienti. Il primo costa
6mila euro all’inizio e poi 3mi-la ogni tre settimane, il secon-do 4mila euro ogni tre settima-ne.
Cosa è successo? L’Ema,
l’ente regolatorio farmaceuti-co europeo, ha approvato i due
medicinali, rispettivamente il
4 marzo e il primo febbraio
scorso. Fino ad ora dopo l’ap-provazione di Ema, l’Aifa, cioè
l’Agenzia per il farmaco italia-na, incontrava l’azienda pro-duttrice e contrattava il prezzo,
per decidere il valore del rim-borso che il sistema sanitario
nazionale avrebbe riconosciu-to per il medicinale. Fatto l’ac-cordo, il prodotto finiva in fa-scia A, cioè a carico dei sistemi
sanitari regionali e veniva mes-so in commercio.
Un nuovo decreto, siglato
dall’ex ministro Renato Bal-duzzi, ha però previsto che i
medicinali vadano in vendita
subito dopo l’approvazione
dell’Ema e prima dell’accordo
sul prezzo all’Aifa, che può du-rare da 2 a 6 mesi. Visto che non
si sa ancora nulla della rimbor-sabilità, però, finiscono in fa-scia C, cioè a pagamento del
paziente dopo prescrizione. Si
tratterebbe di un modo per
rendere disponibile prima il
medicinale per i malati ma
quando i prezzi sono così alti e
i malati hanno il cancro, pro-duce effetti distorti. Come in uesto caso.
È la prima volta che due far-maci oncologici vengono fatti
pagare ai pazienti, ed è proba-bile che chi ne ha bisogno inizi
dei contenziosi con la propria
Regione per farseli comunque
rimborsare dopo averli com-prati.
Ieri gli uffici del ministro
Beatrice Lorenzin hanno ini-ziato a studiare la vicenda, per-ché si ritiene che una situazio-ne del genere non sia accetta-bile. Si sta pensando a dei cor-rettivi che potrebbero arrivare
già nei prossimi giorni.
Renato Balduzzi, oggi parla-mentare con Monti, spiega
qual è la filosofia della norma.
«Abbiamo sdoppiato la proce-dura: da un lato l’autorizzazio-ne al commercio arriva subito
— dice l’ex ministro — dall’al-tro l’Aifa lavora sul prezzo sen-za pressioni e condizionamen-ti. Dobbiamo ricordare che
una volta, in attesa della deter-minazione del costo del farma-co, il prodotto in Italia non era
disponibile e molti se lo anda-vano a comprare all’estero. La
possibilità di comprarlo in Ita-lia era comunque stata richie-sta dai pazienti. Quindi per chi
non può permetterselo non
cambia niente rispetto a pri a». Balduzzi spiega che co-munque la legge permette una
via d’uscita in certi casi: «L’Ai-fa, vista l’importanza terapeu-tica o sociale di certi medicina-li, può anticipare i tempi di de-terminazione del prezzo e
quindi della gratuità del far-maco per il paziente».
Pertuzumab e Aflibercept
sono due farmaci molecolari.
«Possiamo dividere questa ca-tegoria di medicinali in due ti-pi, quelli che guariscono il tu-more e quelli che allungano la
sopravvivenza e migliorano la
qualità della vita». A parlare è
Piergiuseppe Pelicci, con di-rettore scientifico dell’Ieo di
Milano. «I primi funzionano
ad esempio contro alcuni
linfomi. I due nuovi farmaci
rientrano tra i secondi. L’Ema li
ha approvati perché gli studi
clinici dimostrano un effetto
significativo, superiore ad altri
farmaci disponibili. Bisogna
però chiarire che i medicinali
molecolari si danno a pazienti
selezionati, non sono come la
chemioterapia che si fa a ogni
malato. I nuovi prodotti costa-no tutti tanto. Se ora questi due
sono a carico del paziente,
quando saranno rimborsabili
diventeranno a carico dei cit-tadini».
Quello che sta succedendo
con Pertuzumab e Aflibercept
non piace alla Lilt, Lega italia-na per la lotta contro il tumore.
Per il presidente Francesco
Schitulli, un senologo, «i far-maci oncologici devono essere
gratuiti. Nessuno si augura di
sviluppare un cancro, una ma-lattia già destabilizzante sotto
l’aspetto fisico e psicologico.
Non dobbiamo aggiungere
l’onere finanziario. Va trovato
un modo per non farli pagare.
Lo Stato deve aiutare i cittadi-ni. Questi prodotti allungano
comunque la vita e migliorano
la sua qualità»

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