giovedì 22 maggio 2014

rne Esami, sport e dieta adeguata così si evita il rischio dialisi

i vive più a lungo, malattie croniche come diabete e ipertensione sono
curate molto meglio, ma
i nostri reni non vengono risparmiati. È per questo che la Giornata mondiale del rene 2014, giovedì
13 marzo, focalizza l’attenzione
su un fattore quasi ovvio: il passare degli anni. Tema della giornata
“Cronic kidneys and aging”, perché insufficienza cronica renale e
invecchiamento sono collegati al
punto che nefrologi e trapiantologi lanciano un appello per ricordare alla popolazione adulta che
“kidneys age, just like you”, i reni
invecchiano, proprio come te. Lo
dimostrano i numeri, in Italia l’8%
circa della popolazione sopra i 60
anni soffre di una qualche forma
più o meno importante di insufficienza renale cronica, percentuale che sale al 13% nel mondo.
«Tutti possono essere colpiti da
malattia renale cronica tipica della terza età anche se il declino della funzione renale comincia dai
40-50 anni – afferma Alessandro
Balducci, primario di nefrologia
all’ospedale San Giovanni di Roma e presidente della Fondazione
italiana del rene (Fir) – il dato che
preoccupa di più riguarda le molte persone che non sanno di avere i reni che funzionano poco».
Nei casi di insufficienza renale allo stadio iniziale servono una diagnosi precoce e una serie di consigli, più dei farmaci. «Non tutti
sanno – ricorda il professor Giovanbattista Capasso del Dipartimento di nefrologia della II Università di Napoli, presidente della
Società italiana di nefrologia (Sin)
- che l’abuso di certi farmaci, i valori elevati nel tempo di glicemia e
di pressione arteriosa, il fumo, l’ipercolesterolemia, le frequenti
radiografie con mezzi di contrasto e le diete incongrue, sono fattori che accelerano il decadimento della funzione renale».
Nel nostro paese 64.000 individui hanno un’insufficienza renale cronica al quinto stadio, si tratta di probabili candidati alla dialisi che vede in trattamento 50.000
persone cui ogni anno si aggiungono 8.500 nuovi casi. «Il 90% trattati con emodialisi in quanto il
servizio di dialisi peritoneale a domicilio è fornito da pochissimi
centri mancando ancora una cultura e qualità delle cure sul territorio nazionale», sottolinea il professor Roberto Corciulo del Dipartimento di nefrologia dialisi e
trapianto dell’Azienda ospedaliero-consorziale Policlinico università di Bari. Come difendere i
reni? A partire dai 60 anni almeno
una volta l’anno, un esame delle
urine, una misurazione della
pressione arteriosa e della glicemia. Poi se qualcosa non va, a giudizio del medico un esame della
Troppe persone
inconsapevoli
della scarsa
funzionalità
che sta avanzando
N
ovità per chi
soffre di
insufficienza
surrenalica (IS), circa 15-25 mila italiani. È
disponibile anche in Italia
l’idrocortisone a rilascio
modificato, che riproduce
le naturali variazioni del
cortisolo nell’organismo
durante la giornata. L’IS è
una malattia rara e cronica,
causata dall’incapacità
delle ghiandole surrenali di
produrre una quantità
sufficiente dell’ormone
cortisolo. L’idrocortisone a
rilascio modificato simula il
naturale ritmo circadiano
nell’organismo durante la
giornata, attraverso
un’unica somministrazione
quotidiana al momento del
risveglio. Commenta
Rosario Pivonello
Endocrinologia, Università
Federico II di Napoli:
«Questo nuovo
trattamento può avere un
ruolo importante nella
prevenzione dei danni
metabolici e
cardiovascolari e di una
serie di complicanze.
Ulteriore vantaggio è la
somministrazione in una
sola dose giornaliera».
Aggiunge Lorenzo Sala,
vicepresidente Aipad
(Associazione Pazienti
Addison, www.
morbodiaddison. org): «Da
tempo attendevamo
un’innovazione delle
terapie. Ora serve più
informazione».
(alessandra margreth)
IL FARMACO
INSUFFICIENZA
SURRENALICA
NUOVA TERAPIA
UNA SOLA DOSE
OGNI MATTINA
creatinina e un’ecografia renale.
Tre le regole principali: esercizio
fisico moderato e costante; ridurre il sale da cucina e l’uso di cibi
conservati; bere acqua ed eliminare il fumo

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